MILLE Emozioni per Antonio Lenzo!

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Tutto inizia il 15 ottobre del 2000 ad Anguillara. Categoria giovanissimi provinciali, i padroni di casa ospitano il Pian Due Torri, arbitro della gara il signor Antonio Lenzo di Civitavecchia che debutta a 28 anni con l’AIA. Sedici anni dopo ancora giovanissimi, stesso arbitro ma questa volta regionali: è la “millesima”. Al triplice fischio finale dalla tribuna parte un lungo applauso, seguito da una pacifica “invasione” di campo per portare in trionfo Antonio Lenzo. Poi la premiazione e il giusto omaggio del presidente e dei tanti colleghi della sezione per un traguardo straordinario: le 1000 gare dirette in carriera. “Quando sono arrivato al campo ho subito detto ai dirigenti che avrei comunque indossato la maglia azzurra e nera in onore della mia sezione e di Civitavecchia che mi ha dato tutto. E’ un obiettivo che volevo a tutti i costi – ha spiegato un emozionato Antonio Lenzo – e sono stato felice di averlo raggiunto con i colori di quella che è diventata la mia città. Un grazie davvero a tutti quelli che mi sono stati vicino in questi 16 anni, a partire dal presidente Gian Luca Ventolini che mi ha dato questa opportunità. Un ringraziamento anche al Cra Lazio che mi ha sempre tenuto in considerazione per le gare di prima e seconda categoria. L’importante però è che non ho raggiunto io questo traguardo, bensì un arbitro della sezione di Civitavecchia”. “Sono orgoglioso di avere nella nostra sezione un arbitro ed un uomo come Antonio Lenzo che ha dato dimostrazione di attaccamento alla maglia ed è un esempio per i nostri giovani – ha sottolineato il presidente Gian Luca Ventolini -.  Mille gare, dirette con passione e professionalità di un grande arbitro, non è da tutti. Grazie per quello che hai fatto”. Un legame profondo tra Lenzo e Civitavecchia, che parte da lontano, “Dopo tre anni con il CSI nel 2000 ho voluto mettermi alla prova con i campionati federali e provare a fare carriera nonostante i 28 anni già compiuti. Mi sono iscritto al corso della sezione di Civitavecchia e non di Viterbo, perché Civitavecchia è la città dove è nato mio padre e dove sono cresciuto. Sono stato accolto subito benissimo, ed ho avvertito un calore familiare e mi sono detto: mi sento a casa”. Il passaggio dal CSI all’AIA è stato però traumatico e dopo le prime quattro travagliate stagioni Lenzo ha presentato la lettera di dimissioni. “Fortunatamente mi è stata stracciata e dalla sezione mi è arrivata invece quella fiducia che mi ha dato entusiasmo e che mi ha fatto vedere le partite in un’altra dimensione. E’ stata la svolta della mia carriera, ho iniziato ad appassionarmi e a divertirmi allo stesso tempo. Nel 2005 è arrivato l’esordio in seconda categoria a Passo Corese ed ho iniziato a sentire l’area del regionale.  La prima partita però non la dimenticherò mai, ma le ricordo con piacere tutte e 1000, delle quali conservo ancora tutti i referti e le liste. Il conteggio? Ho sempre appuntato su un libretto ogni partita e quando ho visto che ero arrivato a 500, poi a 600 e a 700 mi sono detto proviamoci: fare la 1000 prima dei 45 anni per ringraziare la mia prestigiosa sezione che mi ha supportato fino a questo traguardo. Sono stato fortunato”.  Un traguardo che rappresenta però un punto di partenza e non di arrivo. “Il Futuro? Finisco la stagione da arbitro effettivo e poi presenterò la domanda per fare il corso da osservatore per mettermi ancora a disposizione della sezione e per aiutare gli altri colleghi, e soprattutto i giovani”.

di Adriano Grassi

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